Zerocalcare ricorda il suo periodo buio: il cane che lo ha salvato ’abisso
Negli universi narrativi di Zerocalcare la casa ha a lungo avuto un ruolo quasi “mitico”: spazio protetto, abitato soprattutto dall’alter ego e dalla voce della coscienza, l’Armadillo. Nella realtà, però, un cambiamento rapido e concreto ha ridefinito le abitudini quotidiane. L’arrivo di un cane, Ziggy, ha trasformato ritmi, gestione del tempo e anche il modo di affrontare le emozioni.
ziggy entra nella vita di zerocalcare e cambia la quotidianità
L’adozione di Ziggy nasce quasi per caso: il meticcio arriva nella vita di Michele Rech grazie a una persona che lo teneva in stallo da circa un anno e non riusciva più a occuparsene. Non si tratta di un percorso tramite canile, ma di un affidamento diretto, descritto dallo stesso fumettista con una formula semplice e immediata: “L’ho ereditato io”.
Il cane porta un nome scelto come omaggio a David Bowie ed è presentato come un vivace incrocio tra un Setter e un Jack Russell. Fin da subito, la presenza di Ziggy si intreccia alle giornate e alla percezione del proprio spazio domestico.
l’idea dei cani era già presente nei fumetti di zerocalcare
La scelta di condividere la vita con un cane non viene raccontata come un salto improvviso. Secondo Zerocalcare, la passione covava già da tempo anche sul piano creativo: l’attenzione verso i cani si sarebbe manifestata nei fumetti, come conseguenza di una fissazione crescente. La dinamica viene espressa in modo diretto: cominciare a stare “in fissa coi cani” rappresentava un segnale chiaro di un desiderio già in crescita.
ziggy e il periodo più difficile: lavoro, burnout e svolta
L’arrivo del cane coincide con un momento particolarmente complesso della vita di Rech. In quel periodo, il lavoro si traduce in ritmi estremi: fino a 14 ore al giorno. La situazione viene descritta come un passaggio vicino al burnout, con la sensazione di essere intrappolati in una fase “buia”, “impantanata”, incapace di staccare.
Nel racconto, l’intervento di Ziggy viene associato a un cambiamento essenziale: “Questo cane mi ha salvato la vita”. La trasformazione non si limita al tempo libero, ma incide sulla possibilità stessa di interrompere la spirale e ritrovare margini di recupero.
nuovi ritmi imposti dalle esigenze quotidiane
Le esigenze di Ziggy diventano un fattore strutturale. Le lunghe passeggiate quotidiane e la necessità di rispettare orari precisi costringono a rallentare. Il cane, secondo Zerocalcare, funziona come un regolatore: “Lui mi regolarizza”. La conseguenza è concreta: viene descritto il distacco da meccanismi di lavoro ripetitivi e la costruzione di nuovi ritmi.
ziggy sblocca anche sul piano emotivo
Il cambiamento non riguarda solo le tempistiche. Nel racconto emerge anche un impatto sul piano emotivo. La presenza di una creatura che dipende totalmente da chi si occupa di lei viene indicata come un’esperienza in grado di “sbloccare”. Il punto centrale è la forza del legame: prendersi cura diventa un elemento che incide direttamente sulla dimensione personale.
ziggy oggi: presenza sui social e ruolo nelle apparizioni pubbliche
Oggi Ziggy è descritto come un compagno inseparabile. Compare spesso sui social e accompagna anche il fumettista durante alcune apparizioni pubbliche. La visibilità del cane rinforza la trasformazione da evento improvviso a presenza stabile nella vita quotidiana.
Alla domanda su un possibile paragone con un figlio, Zerocalcare risponde con una precisazione netta e ironica: non si tratta di un “figlio”, ma piuttosto di un socio con poca indipendenza. La definizione restituisce la natura del rapporto, fatta di vicinanza e allo stesso tempo di autonomia limitata del compagno.
persone e animali citati
- Zerocalcare (Michele Rech)
- Ziggy (cane)
- David Bowie (riferimento nel nome)
- l’Armadillo (voce della coscienza nelle storie di Zerocalcare)
- Setter e Jack Russell (razze indicate per l’incrocio)


