Serie zombie migliori di the walking dead: 5 titoli perdere
Il mondo delle serie dedicate agli zombie è spesso associato a pochi titoli diventati simboli del genere, ma la varietà reale è molto più ampia. Oltre ai grandi successi, esistono produzioni rimaste più in ombra che propongono approcci diversi: dall’irriverenza e la satira, al dramma survival, fino a incursioni in politica, storia e detective story. Un percorso tra storie capaci di sorprendere, con toni e premesse tutt’altro che prevedibili.
daybreak: apocalisse zombie e commedia adolescenziale
Daybreak arriva su Netflix nel 2019 come adattamento della graphic novel omonima di brian ralph. La serie mescola un’ambientazione post-apocalittica con un registro comico e adolescenziale, richiamando nello stile i film di John Hughes e inserendo spesso rotture della quarta parete. Il risultato è una miscela di satira, azione e colpi di scena continui.
Dopo che Glendale, in California, viene investita da un evento misterioso che trasforma una parte della popolazione nelle ghoulies, il diciassettenne josh wheeler parte alla ricerca della fidanzata sam dean. Durante il viaggio si forma un’alleanza improbabile con una bambina piromane di dieci anni e con quello che in passato era un persecutore a scuola. Il gruppo dovrà affrontare non solo gli zombie, ma anche bande di ex studenti, cheerleader diventate guerriere e la presenza inquietante del baron triumph.
Nonostante Netflix abbia deciso di interrompere la serie dopo una sola stagione, i suoi dieci episodi mantengono un equilibrio tra azione, umorismo irriverente e ritmo narrativo che continua a sorprendere.
all of us are dead: sopravvivenza scolastica e contagio
All of Us Are Dead è una serie sudcoreana basata sul webtoon now at our school di joo dong-geun. Pur essendo diventata molto nota dopo il debutto su Netflix, rientra comunque tra le proposte più rappresentative quando si cercano storie zombie capaci di mostrare la sopravvivenza in un contesto chiuso e teso.
La trama segue un gruppo di studenti rimasti intrappolati nella propria scuola superiore a causa di un contagio improvviso che trasforma compagni e insegnanti in feroci non morti. Isolati dal resto del mondo, senza viveri e senza acqua, i ragazzi non hanno la possibilità di chiedere aiuto e devono fare affidamento su ingegno, lavoro di squadra e determinazione.
izombie: una zombie con un lavoro e un metodo investigativo
iZombie rovescia l’idea classica dello zombie come minaccia assoluta, trasformando la protagonista in un supporto prezioso per le forze dell’ordine. La serie della CW racconta la storia di liv moore, studentessa di medicina interpretata da rose mciver, il cui destino cambia dopo una festa in barca che la trasforma in uno zombie.
Da quel momento, il bisogno di nutrirsi di cervelli umani le conferisce un potere particolare: ogni volta che mangia il cervello di una vittima di omicidio, rivive gli ultimi ricordi della persona prima della morte. Liv impiega quindi questo dono per ottenere informazioni utili ai casi.
Per sfruttare la sua nuova condizione, Liv trova lavoro presso l’obitorio cittadino, accanto al dottor ravi chakrabarti interpretato da rahul kohli, e inizia a collaborare segretamente con il detective clive babineaux interpretato da malcolm goodwin, fingendosi una sensitiva per affrontare indagini sempre più complesse.
Col progredire delle stagioni emerge anche un quadro più inquietante: liv non è l’unica zombie a Seattle e diversi suoi simili mostrano intenzioni ben lontane dalla neutralità o dalla benevolenza.
kingdom: horror, politica e ricostruzione storica
Kingdom si distingue tra le produzioni internazionali dedicate ai non morti per la sua impostazione raffinata. Debuttata su Netflix nel 2019 come prima serie originale sudcoreana della piattaforma, unisce horror, thriller politico e ricostruzione storica con efficacia.
La vicenda segue il principe ereditario lee chang, interpretato da ju ji-hoon, chiamato a indagare su una misteriosa malattia che colpisce il sovrano. Ben presto scoprirà che dietro l’epidemia si cela una piaga capace di trasformare gli esseri umani in zombie.
La differenza principale rispetto ad altre storie del genere è l’attenzione dedicata all’ambientazione della Corea dell’epoca Joseon. Costumi, scenografie e fotografia costruiscono un’atmosfera affascinante e al tempo stesso opprimente. Le sequenze d’azione, curate con precisione, rendono gli scontri intensi e spettacolare. Nonostante ottime recensioni e apprezzamenti dalla critica, resta meno conosciuta rispetto ai grandi franchise occidentali.
black summer: sopravvivenza brutale e quasi senza dialoghi
Black Summer, spin-off di Z Nation, adotta un’impostazione molto diversa: riduce quasi del tutto l’umorismo e punta su un racconto realistico, brutale e angoscioso.
La protagonista è rose, interpretata da jaime king, una madre separata dalla figlia durante le prime fasi caotiche dell’epidemia. La sua decisione di ritrovarla la porta a intraprendere un viaggio disperato con un piccolo gruppo di sopravvissuti, dove ogni giorno porta con sé situazioni sempre più estreme.
La serie limita al minimo i dialoghi e sceglie di basarsi soprattutto su tensione, ritmo serrato e sulla sensazione costante di pericolo. La lotta per la sopravvivenza diventa intensa su più livelli, anche psicologica, con un’impostazione narrativa essenziale che tende a privilegiare l’urgenza dell’azione rispetto a traiettorie più orientate all’approfondimento dei personaggi.
personaggi principali presenti nelle serie citate
I protagonisti e le figure di rilievo presenti nelle storie descritte includono:
- josh wheeler (Colin Ford)
- sam dean (Sophie Simnett)
- joo dong-geun (autore del webtoon di riferimento)
- liv moore (Rose McIver)
- ravi chakrabarti (Rahul Kohli)
- clive babineaux (Malcolm Goodwin)
- lee chang (Ju Ji-hoon)
- rose (Jaime King)
- baron triumph


