Personaggi più popolari della serie: 5 protagonisti che hanno conquistato tutti

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Personaggi più popolari della serie: 5 protagonisti che hanno conquistato tutti

In televisione capita spesso che l’attenzione del pubblico finisca per concentrarsi su un volto specifico, su una battuta, su un modo di parlare o su un tratto comportamentale capace di farsi riconoscere al volo. Succede quando un’idea nasce corale, ma finisce per essere “ribattezzata” dall’iconografia di un personaggio. In alcuni casi la spinta non dipende solo dalla qualità della serie, bensì dall’impatto culturale che un’identità televisiva riesce a costruire. Alla fine, ciò che resta nell’immaginario collettivo non è soltanto il titolo, ma il personaggio stesso.

columbo: il detective che non sembra un detective

Il tenente Frank Columbo, protagonista della serie Columbo, rientra tra quelle figure quasi “scolpite” nella memoria televisiva. Il riconoscimento avviene anche senza aver visto tutti gli episodi: l’immagine del personaggio è talmente stabile da rendere superfluo il contesto completo.

Il suo metodo di indagine si colloca esattamente all’opposto di quello del detective classico. Columbo non punta a impressionare, non si mette al centro della scena e non cerca la presenza dominante del “protagonista d’effetto”. Il personaggio arriva invece al punto giusto con un’apparente semplicità, elemento che contribuisce alla sua permanenza nel tempo.

Con il passare degli anni, Columbo si è imposto come un’icona soprattutto fuori dalla serie originale: citazioni, parodie e meme lo hanno trasformato in un simbolo universale del “detective che non sembra tale”.

saul goodman: da personaggio di servizio a leggenda

Quando compare in Breaking Bad, Saul Goodman viene percepito inizialmente come una parentesi comica: un avvocato poco rassicurante, utile per sbloccare situazioni intricate. L’idea di un’evoluzione verso un personaggio amato da un pubblico vasto non era scontata.

Il punto di svolta arriva con Better Call Saul. In questa sede il personaggio riscrive praticamente la propria identità: da macchietta diventa una figura più complessa, capace di assumere spessore oltre la funzione immediata di “supporto” alle vicende.

elvira: da presentatrice a simbolo della cultura horror

Il caso di Elvira segue una traiettoria ancora più particolare. Il personaggio nasce come host nella serie Elvira's Movie Macabre e avrebbe dovuto limitarsi a introdurre film horror di serie B. L’elemento decisivo è stato l’affezionamento del pubblico: l’identità di Elvira si impone prima ancora del contenuto proposto.

Lo stile ironico e gotico, con una dose mai eccessiva di serietà, costruisce una figura di culto. Col tempo Elvira diventa un simbolo della cultura pop horror, con un legame particolarmente forte all’immaginario legato a Halloween. In molti casi risulta più immediato riconoscere Elvira rispetto al programma da cui ha avuto origine.

borat: quando un personaggio supera il contesto

Borat Sagdiyev prende forma all’interno della sketch comedy Da Ali G Show, ma la vera esplosione avviene altrove. Il personaggio del finto giornalista kazako, con un inglese caratteristico e interviste volutamente provocatorie, diventa rapidamente un fenomeno con risonanza globale.

Non si tratta soltanto di comicità: Borat si configura come uno strumento di satira sociale. Il personaggio viene spesso citato anche da chi non ha mai guardato l’opera originale. La sua forza sta nella capacità di funzionare immediatamente, senza dipendere da un contesto specifico per essere compreso.

the fonz: l’icona che ha cambiato una sitcom

Arthur “The Fonz” Fonzarelli nasce nella sitcom Happy Days come personaggio secondario. L’idea iniziale lo colloca come presenza di contorno, con tratti ribelli e in parte riconducibili a stereotipi tipici.

La trasformazione avviene in tempi molto rapidi. Il pubblico inizia a preferirlo agli altri personaggi, fino a farlo diventare il vero volto della serie. Da lì l’influenza esce dallo schermo: moda, atteggiamento e linguaggio finiscono per essere associati al personaggio.

Nel ricordo collettivo, Happy Days viene spesso evocata non tanto per l’insieme, quanto soprattutto per lui, indicatore della forza con cui un’identità può imporsi oltre la struttura narrativa di partenza.

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