Omicidio chiara poggi: movente agghiacciante emerso nelle indagini dei pm
Un nuovo tassello giudiziario torna a riaccendere l’attenzione sul caso Garlasco, a distanza di quasi diciannove anni dai fatti. L’avviso di garanzia notificato ad Andrea Sempio delinea, per la prima volta in modo organico, dinamica e presunto movente dell’omicidio contestato nel procedimento relativo a Chiara Poggi. Al centro dell’attenzione c’è l’interrogatorio fissato per una data prossima, insieme alle ricostruzioni formulate dalla Procura e alle posizioni difensive già assunte.
avviso di garanzia a andrea sempio: accuse, movente e interrogatorio
L’avviso di garanzia notificato il 29 aprile porta la firma della Procura di Pavia, che formula una contestazione nei confronti di Andrea Sempio, indicato come 38 anni, amico del fratello della vittima. L’atto attribuisce a Sempio il delitto come omicidio volontario e ne inquadra anche l’elemento causale, inserendo il presunto movente nella cornice delle motivazioni legate all’atto di rifiuto.
L’interrogatorio viene fissato per il 6 maggio e, nel frattempo, i difensori valutano la strategia da adottare. La Procura, parallelamente, si prepara a sollecitare la revisione del processo nei confronti di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni.
presunto movente: odio per il rifiuto dell’approccio sessuale
Secondo l’impostazione accusatoria, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi per motivi abietti, riconducibili all’odio maturato a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale. La ricostruzione viene collegata a una tipologia di delitti innescati dal diniego di una donna, con ulteriore aggravamento indicato dagli stessi magistrati tramite la contestazione dell’aggravante dei futili motivi.
La posizione difensiva, peraltro, ha già contestato la ricostruzione: tramite il legale, Sempio l’ha definita assurda e ha ribadito di non aver mai avuto una vera frequentazione con la studentessa.
dinamica del delitto: aggressione, trascinamento e colpi multipli
La ricostruzione dell’accusa descrive una sequenza definita come brutale. Sempio, stando a quanto delineato dalla Procura, avrebbe aggredito Chiara durante una colluttazione colpendola alla fronte e allo zigomo con un corpo contundente che non risulta ritrovato, provocandole la caduta.
Successivamente, sempre secondo l’accusa, la vittima sarebbe stata trascinata verso l’accesso alla cantina. Quando Chiara avrebbe tentato di reagire, portandosi carponi sul pavimento, sarebbero arrivati altri tre o quattro colpi alla testa, fino a farle perdere i sensi.
Il corpo sarebbe stato poi spinto lungo le scale verso il piano interrato, dove la violenza avrebbe proseguito con altri quattro o cinque colpi alla nuca, anche mentre la vittima sarebbe stata già priva di conoscenza. In base all’impostazione accusatoria, le lesioni cranio-encefaliche sarebbero risultate fatali.
aggravante della crudeltà: almeno 12 lesioni su cranio e volto
La contestazione di ulteriori elementi aggravanti poggia, per i magistrati, anche sulla continuità dell’aggressione su una persona già incosciente. Sul cranio e sul volto di Chiara Poggi sarebbero state rilevate almeno 12 lesioni. L’efferatezza del quadro, associata all’aggravante dei futili motivi, potrebbe in astratto determinare una pena fino all’ergastolo, se confermata nel contraddittorio.
prossimi passaggi: interrogatorio e richiesta di revisione
Andrea Sempio è convocato per l’interrogatorio il 6 maggio 2026. In questa fase, i difensori stanno valutando la strategia, mentre la Procura si muove sul piano delle iniziative processuali.
È prevista la sollecitazione della revisione del processo ad Alberto Stasi, a cui è stata inflitta una condanna definitiva di 16 anni. Le ipotesi accusatorie, tuttavia, restano da verificare nel contraddittorio processuale.
persone coinvolte nelle contestazioni e nelle iniziative processuali
- Andrea Sempio
- Chiara Poggi
- Alberto Stasi


