Michelle Comi: cosa sta succedendo, Codacons chiede indagini sui suoi contenuti

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Michelle Comi: cosa sta succedendo, Codacons chiede indagini sui suoi contenuti

Il nome di Michelle Comi torna a far discutere, questa volta intrecciandosi con accertamenti che potrebbero avere anche ricadute sul piano legale. L’influencer, già al centro dell’attenzione per dichiarazioni e iniziative controverse sui social, è coinvolta in una vicenda segnalata dal Codacons, dopo l’intervento di un servizio della trasmissione Le Iene che avrebbe portato nuovi elementi all’attenzione del pubblico.

Michelle Comi e Codacons: denuncia alla Procura di Milano

Il Codacons ha annunciato di aver presentato una denuncia alla Procura di Milano, chiedendo di approfondire alcune condotte attribuite alla content creator. L’iniziativa dell’associazione si collega a quanto emerso sia da contenuti diffusi online sia da un servizio televisivo che ha discusso diversi aspetti della narrazione pubblica di Comi.

vicenda “adozione a distanza” e contributi economici

Tra i temi che hanno alimentato le polemiche, risulta centrale la questione relativa a una presunta “adozione a distanza” di un bambino senegalese. Michelle Comi aveva raccontato di voler sostenere il piccolo e di puntare a un miglioramento significativo delle sue condizioni di vita.

Secondo quanto riportato dal servizio citato, non sarebbe stata presente alcuna organizzazione ufficiale come intermediario. Inoltre, i contributi economici inviati sarebbero risultati limitati rispetto a quanto lasciato intendere nelle comunicazioni pubbliche.

auto vandalizzata e ricostruzione di un episodio

Nell’ambito degli accertamenti è emerso anche un episodio collegato a un presunto atto vandalico ai danni dell’auto dell’influencer. La ricostruzione riportata indica che, in seguito, una persona vicina al suo entourage avrebbe ammesso di aver orchestrato il gesto, presentandolo come una ritorsione dopo dichiarazioni considerate offensive rivolte al Sud Italia.

La stessa Michelle Comi avrebbe dichiarato di essere a conoscenza della messa in scena, pur prendendone le distanze secondo quanto riferito.

richieste di verifica e possibile inganno verso il pubblico

Nel dettaglio, il Codacons ha chiesto agli inquirenti di valutare se i comportamenti descritti possano configurare ipotesi di reato. Il focus indicato riguarda soprattutto il possibile inganno nei confronti del pubblico e la presenza di eventuali vantaggi economici ottenuti tramite contenuti ritenuti artificiosi.

In aggiunta alla denuncia, l’associazione ha presentato anche un esposto alla Guardia di Finanza, con l’obiettivo di avviare verifiche sui flussi economici connessi alle attività della content creator. I rappresentanti legali del Codacons hanno specificato che si tratta di richieste di accertamenti approfonditi, non di accuse definite, legate a una vicenda che solleva questioni etiche e giuridiche, specie quando vengono coinvolte iniziative presentate come solidali.

risposte di Michelle Comi e smentite su adozione formale

Nel frattempo, la diretta interessata avrebbe respinto alcune delle ricostruzioni emerse. Michelle Comi sostiene di non aver mai parlato di una vera adozione formale e rivendica di aver comunque aiutato il bambino. Le sue dichiarazioni, riportate anche in un’intervista radiofonica, non avrebbero però dissipato le polemiche.

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