Il film di Paul McCartney offre uno sguardo umano sulla leggenda dei Beatles
Questo documentario offre una lettura intensa e immediata di un periodo cruciale nella vita di un iconico protagonista della musica contemporanea. Attraverso materiali d’archivio inediti, diari e interviste, viene messo a fuoco il decennio 1970-1980, quando Paul McCartney affrontò la necessità di crescere come artista e come uomo, lontano dall’immagine di una star assoluta. Il lavoro esplora le tensioni, le scelte creative e i passi concreti che portarono a una rinascita musicale e personale, restituendo un ritratto laico, umano e lontano dall’agiografia.
paul mccartney: man on the run
contesto storico e scelte artistiche nel decennio 1970‑1980
Alla fine degli anni sessanta, l’uscita dai Beatles segnò l’inizio di una fase di ricerca individuale. Il film documenta come, a 27 anni, McCartney sembrò riavvicinarsi alla vita di prima, quando la musica era una forma di espressione pura. Le riprese offrono una prospettiva intima su un periodo in cui il cantante tentò di ritrovare una bussola creativa, anche confrontandosi con la percezione pubblica di sé. L’obiettivo del documentario è raccontare la transizione da una superstar a un artista che si cimenta con nuove strade, senza aderire a immagini preconfezionate.
dal ritiro alla formazione di Wings
La narrazione descrive l’epilogo di una fase di grande silenzio mediatico, seguito da una scelta concreta: ricostruire una realtà musicale autonoma. McCartney, insieme a Linda, sua moglie, intraprese un percorso di normalizzazione che li vide rifugiarsi temporaneamente in una fattoria scozzese, isolata e poco attrezzata. Qui nacque la volontà di tornare a fare musica con una band formata ex novo, nomi oggi associati a Wings, progetto che avrebbe accompagnato la famiglia nel tempo. La produzione evidenzia come questa svolta sia stata guidata dall’esigenza di riflettere una versione più leggera, ma non meno seria, della vita artistica, lontana dall’etichetta di evento pubblico continuo.
dati principali del documentario
- regista: Morgan Neville
- produttori: Morgan Neville, Chloe Simmons, Meghan Walsh, Scott Rodger, Ben Chappell, Michele Anthony, David Blackman
- durata: 1 ora e 55 minuti
- classificazione: 15
- data di uscita: uscita limitata nelle sale a partire dal 19 febbraio; disponibile in streaming su Prime Video dal 27 febbraio
ricostruzione di una carriera autonoma
La pellicola racconta come, nonostante le critiche iniziali, McCartney affrontò con assertività la necessità di creare musica in proprio. Tra esperimenti artistici che inclusero una versione psichedelica di Mary Had A Little Lamb e l’intero progetto RAM, il documentario propone una rilettura di opere talvolta sottovalutate, considerate oggi parte integrante della sua evoluzione artistica. La ricerca di normalità si intreccia con una determinata ambizione di indipendenza creativa, in un quadro che privilegia l’approccio umano rispetto all’immagine pubblica.
dinamiche familiari e dinamiche artistiche
Il racconto assegna ampio spazio al legame con Linda, fotografa newyorkese che accompagnò la vita in tour con una formazione mobile e senza aiuti comuni come cuoco o autista. La dinamica familiare viene descritta come una componente essenziale del processo creativo, con i figli al seguito nei primi passi di questa nuova fase musicale. L’intreccio tra vita domestica e impegno artistico emerge come metro di valutazione della crescita personale di McCartney.
Nella trattazione compaiono figure centrali e membri del cast, tra cui:
- John Lennon
- Paul McCartney
- George Harrison
- Ringo Starr
- Harris Dickinson
- Paul Mescal
- Joseph Quinn
- Barry Keoghan


