Eurovision, Peparini sulla coreografia di Sal : Somiglia mio quadro di Amici
L’esibizione di Sal Da Vinci alla prima semifinale dell’Eurovision 2026, svoltasi a Vienna, ha generato un acceso confronto nel panorama della danza e dello spettacolo italiano. Al centro dell’attenzione è finita una coreografia costruita attorno al brano “Per sempre sì”, capace di trasformare la musica in una narrazione scenica d’impatto e, allo stesso tempo, di riaccendere il dibattito su confini, influenze e originalità nel lavoro coreografico.
coreografia “per sempre sì” di marcello sacchetta e impianto scenico
La discussione principale riguarda la coreografia di “Per sempre sì”, firmata dal ballerino e coreografo Marcello Sacchetta. Conosciuto dal grande pubblico per la sua partecipazione a programmi di successo come Amici e X Factor, Sacchetta ha portato sul palco viennese uno spettacolo centrato su una storia romantica: al centro della messa in scena compare un matrimonio raccontato attraverso i ruoli della cerimonia.
Nei diversi passaggi narrativi, Sacchetta interpreta lo sposo, mentre durante la cerimonia di vestizione sono presenti i testimoni. Il momento considerato più atteso coincide con l’entrata in scena della sposa, affidata alla ballerina Francesca Tocca, che completa il quadro drammaturgico pensato per accompagnare la canzone.
vestizione e confronto con il lavoro di giuliano peparini nel 2018
La sequenza della vestizione ha funzionato da elemento scatenante per il confronto con un lavoro precedente di Giuliano Peparini, coreografo, regista e art director di ampia notorietà. Numerose persone tra spettatori e addetti ai lavori hanno segnalato una forte somiglianza con un tableau coreografico ideato e messo in scena nel 2018 durante una puntata serale di Amici.
La quantità dei messaggi arrivati al diretto interessato è stata talmente rilevante da portare Peparini a intervenire pubblicamente, chiarendo i termini del confronto e richiamando l’attenzione su dinamiche tipiche del settore.
giuliano peparini: affinità riconosciute e rifiuto di polemiche
Interpellato dall’agenzia Adnkronos, Giuliano Peparini ha scelto un’impostazione misurata ma diretta. Ha riconosciuto l’esistenza di affinità evidenti tra i due lavori, spiegando però di non voler alimentare polemiche sterili.
Secondo il coreografo, nel settore è “del tutto normale” che la creazione artistica venga influenzata da quanto si è visto e vissuto. Ha inoltre sottolineato che ogni artista costruisce il proprio linguaggio assorbendo esperienze, suggestioni visive ed emozioni nel tempo. In quest’ottica, l’ispirazione viene descritta come un processo interno alla creazione, presente da sempre nelle diverse forme di espressione.
confine tra influenza e riproduzione: la distinzione indicata da peparini
Accanto al riconoscimento delle somiglianze, Peparini ha voluto definire un confine considerato determinante. La linea, secondo quanto dichiarato, separa il legittimo tributo all’influenza altrui dalla riproduzione troppo fedele di un immaginario riconoscibile e di una firma artistica specifica. Tale distinzione, ha evidenziato, non sempre viene rispettata e, per questo motivo, la vicenda richiede una riflessione condivisa all’interno del comparto.
omaggio o imitazione: il tema che riemerge nello spettacolo
La vicenda riporta in primo piano una questione delicata nello spettacolo: fino a che punto un omaggio possa trasformarsi in imitazione. Il caso legato all’esibizione di Sal Da Vinci e alle dichiarazioni di Peparini si inserisce così in un dibattito più ampio, centrato sulla capacità delle creazioni artistiche di riconoscere le influenze senza perdere la propria identità.
personalità coinvolte nella messa in scena e nel confronto
- Marcello Sacchetta
- Francesca Tocca
- Giuliano Peparini


