Arisa rivendica l'originalità del suo inno rispetto a quello di Laura Pausini
Arisa, nome d’arte di Rosalba Pippa, occupa una posizione molto aperta nel panorama musicale italiano, distinguendosi per una carriera ricca di successi, partecipazioni televisive e interpretazioni live di rilievo. L’Inno di Mameli ha accompagnato numerose esibizioni ufficiali e momenti istituzionali, conferendole una presenza riconoscibile anche al di fuori dei palcoscenici tradizionali.
arisa e l'inno di mameli: una presenza ufficiale
momenti pubblici significativi
- evento del 2012: finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli
- 2022: cerimonia di chiusura dei XIII Giochi Paralimpici invernali di Pechino
- 2022: finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico di Roma
- 2023: cerimonia della Supercoppa femminile
- 2 giugno 2025: esecuzione ai Fori Imperiali in occasione della Festa della Repubblica
In questi contesti, l’interpretazione dell’inno nazionale ha mostrato una cifra interpretativa definita dalla cantante, che ha saputo distinguersi per la sua impostazione vocale e per la scelta di una resa che resta riconoscibile nel contesto pubblico. Nel dialogo con i media, Arisa ha spesso sottolineato la natura personale dell’interpretazione, rimanendo legata al rispetto della partitura originaria.
La sua esperienza le ha permesso di discutere pubblicamente le dinamiche tra artisti diverse. In particolare, è emersa una riflessione sull’uso delle inni nazionali come spunto creativo, con riferimenti al fatto che altre celebrità hanno riarrangiato inni del proprio paese per riflettere identità e contesto artistico, senza perdere la loro cifra stilistica.
commenti su l'inno e confronto tra cantanti
In relazione all’apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, una collega ha proposto una versione innovativa dell’Inno di Mameli. Arisa ha espresso chiaramente la sua posizione: i confronti tra cantanti non la mettono a proprio agio e possono generare una sensazione di distanza tra l’artista e il pubblico. “Non mi sento a mio agio quando mi mettono a confronto con altri artisti”, ha dichiarato, aggiungendo che anche quando si registrano apprezzamenti, questo tipo di paragone finisce per creare una situazione di vuoto intorno all’interprete.
Allo stesso tempo, la cantante ha difeso la collega evidenziando che personalizzare un inno nazionale non rappresenta una novità. Sotto questo profilo, lei vede una coerenza tra la scelta di Pausini e la sua visione del talento: una versione personale può riflettere lo stile unico di un’artista. In tale contesto, è stata ricordata anche la differenza tra la vocalità di Pausini, capace di esplorare l’interpretazione in modo distintivo, e lo stile più “elementare” di altre figure, tra cui la stessa Arisa, che privilegia una lettura che rispetta la forma originale della canzone.
Allo stesso tempo, è stata sottolineata una distanza metodologica tra le due artiste, a indicare che le interpretazioni dei brani possono seguire approcci diversi senza doverli comparare in termini di valore assoluto.
Un cenno è stato dedicato anche ad aspetti controversi legati alla ricezione dell’inno in ambiti sportivi, con riferimenti storici a momenti di contestazione che hanno alimentato un dibattito pubblico, ricordando quanto sia intenso il legame tra identità nazionale, musica e pubblico.
In chiusura, la riflessione centrale è che ogni artista interpreta le canzoni nel rispetto della propria sensibilità, rafforzando la libertà espressiva senza cercare una competizione diretta.
Personaggi citati nel contesto:
- Arisa
- Laura Pausini
- Morgan
- Beyoncé
- Whitney Houston
- Lady Gaga


