5 serie tv con protagonisti che sono anche antagonisti
Negli ultimi anni le serie televisive hanno cambiato passo: le trame si allontanano dal bianco e nero e lasciano spazio a protagonisti capaci di complicare ogni giudizio. Il centro della narrazione si sposta verso figure che, osservate con precisione, risultano lontane da un’etichetta semplice, spesso costruite con una complessità che le rende riconoscibili e “umane”. Il risultato è un’esperienza coinvolgente, in cui la storia non chiede soltanto di essere seguita, ma spinge a restare accanto ai personaggi mentre le loro scelte diventano sempre più intricate.
protagonisti moralmente ambigui: perché le serie funzionano
Un modello ricorrente emerge con chiarezza: più il protagonista è discutibile, più la vicenda tende a funzionare. Non perché il pubblico desideri il male, ma perché questi personaggi vengono scritti e interpretati con una struttura interna complessa. La loro evoluzione non segue necessariamente una linea netta tra bene e male; spesso si muove attraverso fratture graduali, compromessi e decisioni che si accumulano fino a cambiare la direzione dell’intera storia.
breaking bad e la trasformazione lenta di walter white
Breaking Bad presenta Walter White come un personaggio che non nasce criminale. All’inizio appare quasi invisibile, segnato da frustrazione e da scelte che non sembrano completamente sue. Poi, col passare del tempo, qualcosa si incrina: la rottura non avviene in un singolo momento, ma prende forma come una progressione. La trasformazione associata al nome Heisenberg viene descritta come una costruzione paziente, fatta di passaggi che spostano lentamente i confini morali, rendendo il cambiamento credibile e graduale.
mad men e don draper: danni silenziosi e identità in frantumi
In Mad Men, Don Draper non si caratterizza attraverso gesti eclatanti tipici di un criminale. Il suo percorso viene associato piuttosto a una scia silenziosa e, al tempo stesso, più realistica. Sullo sfondo emergono relazioni consumate, identità fondate su menzogne e affetti trattati come elementi negoziabili. Non viene indicato un punto preciso in cui il personaggio diventa “cattivo”: l’evoluzione viene definita come una somma di scelte quotidiane, piccole crepe che finiscono per aprire voragini.
peaky blinders e thomas shelby: potere come prezzo
Peaky Blinders introduce Thomas Shelby con un forte impatto scenico: emerge la sensazione che sappia dominare la scena, con carisma e intelligenza, spesso in vantaggio sugli altri. Il controllo appare quasi totale, ma comporta un costo. Nel racconto, famiglia, lealtà ed empatia vengono riorganizzate attorno al potere. La percezione dominante è che Shelby non cerchi principalmente conferme morali, bensì valuti soprattutto se ciò che fa sia necessario. Proprio per questo risulta efficace come protagonista e inquietante come persona.
veep e selina meyer: ascesa politica e svuotamento ideale
Con Veep cambia il tono, ma non l’impianto centrale della narrazione. Selina Meyer non viene presentata come una criminale nel senso tradizionale, eppure la sua ascesa politica si basa su compromessi continui. Il percorso è descritto come una sequenza di tradimenti minimi ma costanti e scelte che si accumulano fino a svuotarla di ogni ideale iniziale. La serie la accompagna mentre ottiene potere, ma l’avanzare della storia coincide con la percezione che stia perdendo tutto il resto, rendendo l’evoluzione progressiva e destabilizzante.
bates motel e norman bates: una direzione già scritta
Bates Motel gioca con lo spettatore puntando su un’anticipazione netta. Nel racconto non c’è un vero mistero su quale sarà l’esito: Norman Bates viene descritto come destinato a diventare un assassino. Proprio per questo la serie si concentra su come quel punto venga raggiunto. Il rapporto con la madre, la fragilità psicologica e le crepe nella percezione della realtà diventano elementi decisivi. Guardare la vicenda significa assistere a una trasformazione che è già scritta, pur rimanendo dolorosa nella sua progressione passo dopo passo.
il filo comune: restare accanto a scelte sempre più difficili
Ciò che accomuna queste serie non riguarda soltanto la presenza di un protagonista moralmente ambiguo. Il meccanismo narrativo spinge lentamente lo spettatore a seguirlo, a restargli vicino anche quando le decisioni diventano sempre più complesse da giustificare. La storia costruisce così un legame che cresce insieme al personaggio: mentre la trasformazione avanza, la narrazione rende inevitabile la vicinanza, fino a rendere la seguìta dell’azione una parte centrale dell’esperienza.
personaggi principali citati
- Walter White
- Heisenberg
- Don Draper
- Thomas Shelby
- Selina Meyer
- Norman Bates
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