5 retroscena inediti sulle origini di Gomorra che ti sorprenderanno
Il prequel di Gomorra esplora le radici della criminalità napoletana offrendo una ricostruzione storica e narrativa che amplia l’universo della serie originale. Dietro la manovra creativa si delineano ruoli chiave e una cura meticolosa per dettagli scenici e musicali, volte a restituire un periodo degli anni settanta con precisione e intensità.
gomorra le origini: protagonisti e processo creativo
Nel progetto figurano tra i principali protagonisti Marco D’Amore, attore e regista che ha ricoperto il ruolo di supervisore artistico e ha guidato la regia dei primi quattro episodi, imprimendo una direzione molto chiara all’opera. Insieme a lui hanno collaborato gli sceneggiatori storici Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, delineando una cornice narrativa coerente con lo spirito della serie.
La colonna sonora prende vita da un motivetto fischiato che diventa l’elemento identificativo della musica principale. Il fischio è stato realizzato da Marco D’Amore, richiamando la sua esperienza musicale e la volontà di permeare l’opera di una firma sonora riconoscibile fin dall’ingresso della storia.
le origini di Imma e la costruzione del personaggio
La definizione delle origini di Imma Savastano nel prequel è nata facendo leva su un dettaglio nel parlato di Maria Pia Calzone, interprete di Imma adulta. Questa scelta ha guidato la scrittura della versione giovane, interpretata da Tullia Venezia, mostrando una cadenza meno ruvida rispetto ai personaggi di strada. Secondo le riflessioni dei realizzatori, il dialetto della Calzone, pur inserito nel contesto napoletano, evidenzia una provenienza borghese che ha contribuito a modellare la percezione del personaggio.
setting e scenografia: luoghi e scelte produttive
La storia di Gomorra Le origini si sviluppa nel 1977 nell’area di Secondigliano, ma le riprese si sono svolte principalmente nell’hinterland napoletano, orientate verso contesti che offrissero una nota di fascino vintage. Tra i luoghi preferiti spicca San Giovanni a Teduccio, scelto per la sua atmosfera rurale che agevola l’evocazione degli anni Settanta senza interventi massicci di scenografia. È stato necessario chiedere modifiche al Comune per eliminare cartelli e insegne troppo moderni e, in alcuni casi, rimuovere digitalmente elementi tecnologici presenti nelle abitazioni, come i condizionatori.
effetti visivi e post-produzione delle vele
Un episodio significativo racconta l’inaugurazione del progetto di riqualificazione delle Vele di Scampia. Le strutture visibili sullo schermo non corrispondono agli edifici reali demoliti in tempi recenti (l’abbattimento dell’ultima vela risale al 2025). Per rappresentare quell’ambiente, le Vele sono state ricostruite digitalmente e la scena ha richiesto mesi di post-produzione per raggiungere la verosimiglianza voluta.
Nel contesto produttivo hanno operato figure di rilievo, tra cui:
- Marco D’Amore
- Leonardo Fasoli
- Maddalena Ravagli
- Maria Pia Calzone
- Tullia Venezia


